Un diverso punto di partenza
Molte risposte alla domanda sull’esistenza partono da una causa, da uno stato iniziale o da una sostanza fondamentale. In Oltre il Nulla parto invece da una domanda diversa: il nulla assoluto è davvero un’alternativa metafisica coerente?
Procedo poi con un metodo che chiamo derivazione sottrattiva: anziché aggiungere enti esplicativi, cerco quali condizioni non possano essere eliminate senza perdere la possibilità dell’essere determinato.
L’argomento in sintesi
Sostengo che l’impossibilità del nulla assoluto implichi la necessità di un essere minimo; che l’essere determinato richieda differenza; e che la differenza comporti vincoli relazionali e manifestabilità strutturale.
Difendo inoltre la Coscienza come polo del manifesto. Questa tesi ulteriore dipende dal principio di determinatezza operativa, che argomento ma non ricavo dalla sola sottrazione. Nella versione 3.7 esplicito questa distinzione.
Una teoria che dichiara i propri limiti
Non pretendo di dedurre le leggi fisiche né di spiegare causalmente l’emergere della coscienza biologica. Cerco di individuare i vincoli ontologici minimi, distinguendo gli argomenti che considero più forti dalle proposte esplorative, inclusa la mappa dei livelli della coscienza integrata.
E se la domanda «perché esiste qualcosa anziché nulla?» presupponesse un’alternativa inesistente?
Introduzione; capitoli 1–3; nota metodologica; capitolo 8.
PhilArchive ↗· PhilPapers ↗· Zenodo (IT) — DOI 3.7 ↗· Zenodo (EN) — DOI 3.7 ↗